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Running - Marcie
Scritto da Luca Gasparato   
Lunedì 13 Dicembre 2010 10:56

Un numero come tanti altri, che apparentemente può anche non significare nulla, ma che indica le maratone da me portate a termine.

Un piccolo bottino che mi permette di tracciare un primo bilancio di questi miei 4 anni passati per le strade d'Italia e non solo.

A due sono legato in maniera particolare: la prima, che mi ha fatto capire che non ci si può improvvisare in una disciplina di resistenza come questa, e la prima sotto le 3 ore, non tanto per un discorso cronometrico, quanto piuttosto per aver ridato a me una serenità interiore che mi permette di correre in maniera diversa. Però ripensandoci bene è vero che ne ho corse 20, però ognuna di queste è stata per me una prima volta: c'è stata una prima sotto la pioggia, la prima in cui mi sono migliorato, la prima in cui sono stato male, la prima all'estero, la prima in cui il paesaggio mi ha completamente estasiato, e volendo potrei continuare fino ad annoiare, ma l'unica cosa che è rimasta uguale in tutte e 20 è l'emozionarsi, anche se in maniera diversa, e questo credo sia un po' il mio segreto, o meglio lo stimolo che mi spinge a correre con qualsiasi condizione climatica e a qualsiasi orario.

Questo in buona sostanza è la corsa per me, un serbatoio inesauribile di emozioni, un rifugio sicuro dalla frenesia della vita, e un posto dove ritrovare l'intimità con me stesso.

Mi sono costruito un piccolo mondo tutto mio, che pur facendo parte di un mondo ben più grande, vive in maniera del tutto autonoma e non si fa condizionare.

Non esistono quindi tabelle da rispettare, rivalità con gli altri, allenatori che sbraitano, niente di tutto questo, ma solo tanta passione e tenacia.

Con questa mentalità ho concluso le mie prime venti maratone, spero di continuare ancora per tanto, conservando quell'onestà con me stesso, che un giorno mi porterà a deporre le armi, ma senza rimpianti e con la consapevolezza di aver fatto sempre del mio meglio.

Oggi non ho fatto una cronaca di corsa come solitamente faccio, quindi non dirò nulla sulla mia maratona di Reggio Emilia, ho preferito privilegiare l'aspetto nascosto della corsa, quello che porta poi una persona a confrontarsi con la maratona, non tanto per un fattore di moda del momento, non tanto per dimostrare agli altri che si è più bravi, quanto piuttosto per dimostrare a se stessi che una volta fissati degli obbiettivi e lavorandoci sopra con giudizio, si può fare qualsiasi cosa.

Vent'anni fa non avrei mai pensato di correre una maratona, oggi la maratona è la mia droga.

Mettendola giù un po' meglio, si può dire che nella vita non esistono condizioni avverse, ma solo scarse motivazioni.

Motivatevi quindi...

Ritorno a guardarmi le mie medaglie alle ricerca di nuovi stimoli e vecchi ricordi.

Buon Natale e buone feste a tutti, e ovviamente buona corsa!!

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Dicembre 2010 11:24
 
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