| Scritto da Michele Gobbi, 29-10-2009 10:07 |
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Da : Gaia Piccardi - Corriere della Sera >Sport > Alinghi beffata: la Coppa via dagli Emirati  Oracle vince a sorpresa il ricorso contro la sede di gara a Ras Al Khaimah. Le regate forse a Valencia
 MILANO — La tempesta perfetta si abbatte su Alinghi in una giornata di sole e vento leggero. I petrodollari del GolÂfo Persico sotto la chiglia, conÂtratti per 100 milioni di dollari già firmati, la 33ª Coppa AmeÂrica (8-10-12 febbraio 2010) lontana solo 102 giorni. Non c’è una nuvola eppure, in un attimo, è il cataclisma: a New York, il giudice dell’Alta Corte Shirley Kornreich, chiamata a pronunciarsi sulla settima cauÂsa intentata dagli sfidanti di Oracle al defender, delibera che la prossima, travagliatissiÂma, America’s Cup non potrà essere ospitata dall’Emirato arabo di Ras Al Khaimah, accoÂgliendo il ricorso degli ameriÂcani. Non si tratta di un probleÂma di sicurezza, come aveva sostenuto Larry Ellison («Ci portano a regatare a 100 chiloÂmetri dall’Iran, esponendoci alÂla possibilità di attentati terroÂristici »). È una questione di reÂgole: il Deed of Gift, il mamÂmut vecchio 158 anni che regoÂlamenta regate e bollicine, inÂfatti, vieta di organizzare maÂtch race nell’emisfero nord tra novembre e maggio. A nulla valgono le rimostranze di AlinÂghi («Decisione deludente dal momento che nel 2008 la senÂtenza del giudice Cahn consenÂtiva al defender di scegliere VaÂlencia o un’altra qualsiasi locaÂlità », è sbottato l’avvocato MaÂsmejan, uno di quelli a cui ErÂnesto Bertarelli versa 250 mila dollari di parcelle mensili dal 2007), che proporrà appello.  Rieccoci, dunque, imÂpaludati nelle sabbie moÂbili di una disputa legale che sta paralizzando la CopÂpa America da oltre due anni, Alinghi versus Oracle, cioè BerÂtarelli contro Ellison, i potenÂziali sfidanti costretti a guardaÂre due miliardari che si tirano sganassoni per interposta perÂsona, centinaia di velisti rimaÂsti disoccupati e un evento, il più antico e prestigioso dello sport, che ne uscirà con le osÂsa rotte comunque vada perÂché questa vicenda non finirà presto, c’è l’appello degli svizÂzeri da decidere e un’ennesiÂmo ricorso degli americani, l’ottavo, che pende a New York: Oracle chiede che la prossima edizione sia amminiÂÂstrata da una terza parte, equaÂnime e neutrale, così privando Alinghi del ruolo di «fiduciaÂrio » della Coppa America. Quale futuro, ora, per la poÂvera marchesa caduta in diÂsgrazia? Valencia, in Spagna, sede dell’ultima Coppa, spera di approfittare del caos: le basi del 2007 sono diventate i garaÂge delle scuderie di Formula 1 ma potrebbero essere ritrasformate in fretta e il mare e il vento di quelÂla fetta del Mediterraneo si adatterebbero bene ai mostri in carbonio, il catamaÂrano Alinghi e il trimarano Oracle, usciti dalla lucida folÂlia (e dai conti in banca) dei duellanti. Valencia è nell’emiÂsfero Nord, è vero, ma anche sede gradita ad entrambi. I maÂrinai di Alinghi, troppo sotto choc per prendere qualsiasi deÂcisione, ieri si sono limitati ad ammainare la randa e a salutaÂre gli attoniti arabi di Ras Al Khaimah. «Li ringraziamo per l’ospitalità e ci scusiamo». Ops, ci eravamo sbagliati. Ultimo aggiornamento: 29-10-2009 12:00
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