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Lavaredo Ultratrail 2011 PDF Stampa E-mail
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Running - Marcie
Scritto da Michele Gobbi   
Giovedì 07 Luglio 2011 20:40
Lavaredo Ultratrail 2011

La cosa più incredibile è che dopo una gara del genere uno ti chiede “ Allora come  è andata ?”
e tu ti trovi a rispondere con una felicità immensa ma anche con un certo imbarazzo “primi”
ti guardano con la faccia che dice “ bella battuta” ma vede che sprizzi felicità da tutti i pori ed il
dubbio lo assale allora inizi a spiegargli che nella gara assoluta c'era la twin team (staffetta)
e una categoria della staffetta era quella a coppie miste (maschio – femmina) e tu sei arrivato primo su quella.


Comunque PRIMI. E' sempre la  Lavaredo Ultra Trail una gara adesso a livello internazionale
che si snoda nei posti più belli delle dolomiti bellunesi con percorsi di difficoltà tecniche notevoli.

Partiamo dall'inizio. Forse sarà stato novembre quando la mia compagna di avventura la fortissima
Genny Frattini mi ha chiesto se conoscevo una runner alla sua altezza che volesse dividere la gara con Lei.
Presi subito la palla al balzo “e se la facessimo assieme ?” chiesi immediatamente “ con una coppia
come noi potremmo giocarcela con chiunque “o quasi,  aggiunsi pensando.

FATTA

io inizio da subito a stendere un programma di preparazione ed
di avvicinamento all'evento dato che
con il  poco tempo a disposizione che ho non posso
prefiggermi molti obbiettivi annuali.

Quest'anno il percorso  di gara è stato leggermente cambiato
per consentire un cambio il più vicino possibile alla metà del percorso
ed ha allungato leggermente la prima parte per poi consentire di avere
una discesona in certi punti un po' tecnica nei 10 km finali..
questo è stato il preludio della grande giornata perchè la mia arma
più forte è la discesa, ed avere alla fine 10 km impegnativi sui quali
se si ha un po' di gambe fanno la differenza sapevo che
eventualmente avevo tutto il margine per poter recuperare.

La giornata della gara è stata lunghissima perchè con
la partenza a mezzanotte ed il ritiro pettorale dalle due
il tempo per riposare è estremamente poco, considerando
poi che anche il giorno precedente alla gara si dorme pochissimo.
Poi catastrofe mi sono dimenticato la copia del certificato medico
da consegnare obbligatoriamente in copia al ritiro del pettorale.
Grazie addio è venerdì ed in sede a Mira dovrebbe esserci
sicuramente qualcuno ed inizio ad allertare prima Raffaele,
poi il Presidente che mi dà il numero di Maurizio che mi garantisce
che per le 4 mi avrebbe spedito il certificato.

Due ore che se avessi fatto di corsa il cuore avrebbe battuto
sicuramente più piano .
Sei mesi di preparazione buttati per un certificato.
Va bene che chi non ha testa ha gambe però questo è troppo.

Le cinque , finalmente il pettorale è ritirato ma tentare di dormire è inutile. Alle sei andiamo a mangiare
qualcosa con altri amici. poi a tentare di dormire fino alle dieci . Inutile . 10. 30 appuntamento con
Genny per aspettare la partenza ed briefing , poi l'accompagno al cancello e non aspetto nemmeno
la partenza perchè la sveglia sarà alle 4 15 ed un'ora in più da poter riposare potrebbe essere importante.

Attorno alle 5 siamo già in area cambio . I primi sono già passati . Incredibile. C'era un accordo che
Genny mi avrebbe chiamato su un punto preciso del percorso per potermi preparare al cambio visto che
le temperature sono quasi invernali. Le vado incontro per qualche centinaia di metri fino ad uno
sprazzo di sole che riscaldava quel minimo. Eccola che arriva tutta emozionata scusandosi dell'orario
di arrivo spiegandomi che si era  slogata  una caviglia e non ha potuto correre come avrebbe voluto
ed avrebbe potuto e sicuramente sarebbe  arrivata prima. L'ho rassicurate ma non c'era bisogno perchè
aveva già fatto una prestazione fantastica lasciandosi alle spalle anche molti maschi della staffetta mista e non solo .
Io per canto mio avevo controllato solo le prime due staffette per sapere chi avrei dovuto sorpassare per essere primo.
Non mi sono portato nemmeno l'orologio per non farmi influenzare visto che la mia gara era solo basata sul
sorpassare la prima staffetta mista e rimanere in testa. Bene cambio avvenuto Genny ha fatto una prestazione
superlativa adesso tocca a me non rendere inutile tutti i suoi sforzi.

Si parte per qualche chilometro fino alla salita della forcella grande una salita che ci porterà  a  circa 2300 mlm
che sale costante . La faccio a passo di veloce escursionista correndo appena la salita diventa meno ripida.
Arrivato poco prima della forcella dove la salita spiana invece di correre approfitto per alimentarmi con una barretta ,
un gel e molta acqua, in maniera che quando si inizia la discesa non abbia ancora il boccone sullo stomaco.
Mi butto sul ghiaione , uno dei miei preferiti perché è molto tecnico con massi grandi e punti dove si sprofonda,
ma lo affronto non al massimo perchè credo che la mia avversaria non sia molto lontana . Comunque mi butto
vedo che sorpasso altre persone , non ho la più pallida idea di chi siano perchè non posso assolutamente
distogliere lo sguardo da dove devo mettere i piedi. Finito il ghiaione inizia il tratto veramente tecnico con
masegni molto grandi e sassi mossi . Credo che si scenda di circa 400 m in poco più di un km .

Entrato ne sigle track mi trovo tappato dalla seconda donna assoluta che con una manovra un po' azzardata
la supero su un tornantino . Se la seconda assoluta è dietro ora forse ho solo la prima staffettista davanti.
Arrivati al rifugio S. Marco si inizia la salita alla forcella piccola. Più breve ma da panico perchè si vede tutto
il sentiero lungo la parete che poi sale sul ghiaione. anche questa affrontata correndo finchè mi era possibile,
per poi raggiungere la forcella al passo . Ma il mio passo si rivela efficace in quanto verso la fine intravedo
la staffettista in testa , e tornante dopo tornante riesco a guadagnare. Alla fine ha una ventina di metri di vantaggio
quando inizia la discesa e la lascio iniziare per vedere la sua andatura. Poi decido di partire saluto i compagno
di salita e vado a dare più distacco che posso in quella lunga discesa che ci porta prima al Galassi e poi a
capanna degli alpini. Questa discesa abbastanza tecnica ma corribile a buona velocità.
A questo punto ero primo l'emozione mi ha rapito per un momento , ma non si può sbagliare un appoggio o
una radice non vista può trasformare una galoppata in un  fallimento disastroso.
Siamo su un sentiero singolo con parecchi masegni grandi e punti dove ci si passa appena con il piede
d'appoggio per poi fare un salto per evitare il masso successivo. Anche se stò andando un po' meno
del mio massimo a questa velocità una caduta potrebbe compromettere non soltanto la gara ma anche
il proseguo della stagione. Quindi il massimo dell'attenzione e nessun altro pensiero deve passare per
la mente quando vedo una scolaresca a fianco il sentiero che fa il tifo, potrebbe esserci
anche mia figlia anche lei in campeggio da quelle parti e non è potuta uscire perchè avevano
previsto una passeggiata. Allora accelerò individuo un paio di salti su delle rocce per spettacolizzare la discesa ,
ma con la coda dell'occhio non vedo nessun volto conosciuto ma ormai non mi resta che a gran velocità
attraversare il torrente e sparire nel bosco. A questo punto iniziano una serie di saliscendi nel bosco che mi porterà
al rifugio Capanna degli Alpini. Mi fermo sicuro di aver messo almeno 50 min dall'altra concorrente e prendo
il panino con la bresaola dello zaino ne mangio un pezzo mentre i volontari gentilmente mi medicano
una piccola ferita al pollice , mi portano un po' di coca cola poi carico l'acqua e si parte per tre km.
Di greto del fiume che mi porteranno alla salita di 800 m di dislivello che mi porterà al rifugio Chigiato.

Questa è l'unico punto dove posso perdere qualcosa sui miei inseguitori e decido di affrontarla con passo deciso
e costante sapendo che dovrò mantenerlo per almeno un'ora e mezza . La fatica si fa sentire ma questo per me
è l'ultimo ostacolo tra me e la vittoria. Quindi testa bassa e pedalare fintanto che sento il motore del generatore
del rifugio che mi indica la vicinanza del rifugio. Finita ultimi centinaia di metri e la salita più dura è finita.
Scollino e visto la regolarità della salita decido che posso finire di mangiarmi il panino e di togliermi i sassi
dalle scarpe che nella lunga discesa finale potrebbero creare dei problemi .

Adesso. via con un bel traverso nel bosco pieno di fango e radici ci porta al rifugio Baion dove incontro
degli amici alcuni ritirati altri volontari con i quali ci si scambia qualche battuta per sollevare gli spiriti
e mi danno la definitiva conferma che nessuna staffetta mista è transitata prima di me .

Bene ultimi 300 m di dislivello attivo e poi la discesa terribile  e liberatrice .
Durante la salita incontro Matteo organizzatore del TCE che qui ha fatto da apripista nella prima
parte ed ha poi deciso di proseguire per puro divertimento. Bene trovato il compagno ideale per portare
a termine questa impresa. La discesa è indubbiamente a tratti impegnativa ma affrontata con la calma
passa non senza qualche sofferenza  ma ormai il mio pensiero è solo al traguardo .
Ecco siamo sopra il lago di Auronzo un'ultima discesa ripida per arrivare sul ponte .
Lo strappo in salita per arrivare sulla strada decido di camminarlo per non aver esitazioni davanti all'ultimo pezzo .
Arrivo sulla strada in lontananza vedo Stefania che mi riconosce la saluto a questo punto uso le energie
risparmiate dell'ultima salita per correre , vedo mio figlio riesco a dargli il cinque ma so che non gradisce
arrivare con me saluto mia moglie e taglio il traguardo

ARRIVATOOOOOOOOOO
lo speaker annuncia “n°724 Prima coppia mista arrivata”
in fianco al rilevamento del cip c'è Genny anche lei
entusiasta per l'inaspettato risultato. 
Io non mi ricordo saluto tutti bacio tutti ,
anche perchè lì conosco praticamente tutti.
Ritiro pacco finischer, ritiro la medaglia
fotografie ecc ed intanto bacio sempre tutto quello
che mi viene a tiro.

Incredibile PRIMI
Sono sicuro che per Genny questa sarà solo
la prima di una lunga serie di vittorie è fortissima e
soprattutto determinatissima non ha nemmeno sentito
il freddo che molti hanno sentito nella prima
fase e che li hanno fatto ritirare, mentre lei dritta
senza un indugio anche se chiaramente ha avuto
le sue difficoltà che sono normali in una gara del genere.

Passato l'entusiasmo della premiazone ho ricevuto una
telefonata da un'amico e mi dice ” complimenti
benissimo dai vedremo le fotografie come al solito!”.
Foto ? Ecco cosa mi è mancato oggi , i magnifici
panorami gli scambi di sorrisi che normalmente
siamo abituati noi trailer.
Oggi , a parte alcuni momenti io o visto solo sassi ,
radici, acqua e fango .

Bhe questa volta ci stà ma  ho già preparato la
macchina fotografica per la prossima dolomiti skyrace ,
per la CCC e per la 100 miglia magredi montain trail
che ritorno l'Alberto  lento di sempre .
Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Luglio 2011 21:01
 
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