| “Diversamente” Venicemarathon |
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| Running - Marcie | |||
| Scritto da Luca Gasparato | |||
| Lunedì 24 Ottobre 2011 20:34 | |||
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E che quella di ieri sia stata una grande maratona, l'ho capito dalla quantità di commenti sulla mia pagina di facebook, dai messaggi e dalle telefonate che ho ricevuto. Devo essere sincero, a me non sembrava di aver fatto niente di particolarmente strano, nello scegliere di correre una maratona con un grande Amico, che convive ormai da sette anni con una disabilità, però ho visto che questo tipo di iniziativa ha colpito l'animo di molti. Mi son piaciute molto le parole del Presidente di Venicemarathon Piero Rosa Salva, che individuava nella maratona un contenitore perfetto dove possiamo ritrovare concentrata la vita, persone di ogni tipo, storie straordinarie che per un giorno si danno appuntamento e portano lungo le strade che da Stra vanno a Venezia, un proprio messaggio. Da quando ho ritrovato Pietro, ho capito che nella vita ti può capitare di tutto, anche la cosa più incredibile e inspiegabile, ma c'è sempre un motivo per andare avanti e onorare quel grande dono che tutti noi abbiamo avuto e che si chiama vita. Un messaggio che Pietro non perde mai l'occasione di fare arrivare. Inizialmente l'idea del correre affiancati dall'inizio alla fine, voleva essere solamente sostegno psicologico, poi però ci siamo resi conto che potevamo far passare un messaggio più importante che è questo: messi di fronte alla stessa prova, ognuno di noi si deve confrontare con i propri limiti, che si chiami disabilità o altro questo è relativo, però con tenacia e costanza, niente può precludere il raggiungimento di un'obbiettivo. Questo ha generato tutta una serie di eventi a catena, che hanno portato Pietro ad essere testimonial della Family run, e ad essere narratore della sua storia, nelle scuole elementari e medie della zona, sensibilizzando tutti sul tema della disabilità. Questo il dietro le quinte, adesso lo spettacolo che qualcuno di voi ha visto e che noi abbiamo vissuto. Freddo tanto freddo prima di partire, l'emozione di Pietro e tanta, la mia un po' meno ma solo per una questione di abitudine, poi finalmente il via che toglie un po' di tensione. I primi km sono stati tutto un chiedere se andava tutto bene, poi i primi applausi cominciano a distrarci. La truppa dei keniani ci raggiunge poco prima del quinto km. L'arrivo a Dolo meriterebbe un'articolo a parte, sentiamo solo chiamare da ogni parte, l'amico Roberto Stradiotto riserva sempre accoglienze speciali per noi atleti locali, ma ieri al mio passaggio assieme a Pietro ho fatto fatica a trattenere le lacrime, poco dopo il saluto di Elisa, Marco e Denis, prima di vedere tutta la giunta comunale emozionarsi quasi quanto noi. La famiglia Martire è rappresentata da mamma Fedora e da Giovanna. Una volta usciti da Dolo finalmente rifiatiamo, perchè abbiamo corso veramente forte, l'entusiasmo ci ha messo le ali. Poco prima di Mira ci attende, giustamente, anche la Famiglia Dainese, giusto per non farci mancare nulla, assieme agli amici Alessio, Valeria, Andrea e Marta. A Mira il presidentissimo Michele Stellon, scatena l'entusiasmo generale, lanciando urla che cominciamo a sentire centinaia di metri prima di passargli davanti. A Oriago ad attenderci ci sono Stefano, Monica e Veronica, che c'erano pure a Dolo, ma che non non abbiamo visto, li ritroveremo anche a Marghera. In sostanza la Riviera del Brenta e passata tutta così, poi un po' di tranquillità fino a Marghera per ritrovare poi l'entusiasmo in Piazza Ferretto, prima di entrare nel vivo della maratona con il passaggio al parco di S. Giuliano, dove Pietro compie due vere imprese salendo cavalcavia e salita nel parco con una grinta e una determinazione incredibile, l'incoraggiamento del pubblico ha fatto il resto. Tra il pubblico c'è anche Giovanna Volpato, che salutiamo. Il ponte della Libertà non finisce più, però ci siamo ancora. La zona del porto passa veloce, ma il pensiero va alla serie di ponti che da li a poco ci aspetta. La voglia di arrivare è tanta e ci da la spinta per completare la prima serie di ponti, prima di approdare in bacino S. Marco dove ricomincia l'entusiasmo, quello che gasa alla grande. Il passaggio in piazza S. Marco toglie il fiato, straordinario, urla applausi che arrivano da tutte le parti. Chiedo a Pietro di rallentare, perchè sento la fatica, mancano sempre meno ponti per fortuna. Quando arriviamo in cima all'ultimo e guardo il traguardo, sento una gioia immensa che mi corre nelle vene, e quel sorriso di Pietro mentre percorriamo gli ultimi metri mano nella mano, è il regalo più grande che potessi ricevere. Tagliato il traguardo un bell'abbraccio e tanta, tanta, tanta soddisfazione. Per tutta la maratona ci ha seguito un signore in bici, che aveva come sogno quello di arrivare a Venezia in bici, beh abbiamo accontentato anche lui, visto che i volontari l'hanno bloccato ai piedi dell'ultimo ponte. Che giornata ragazzi. In serata davanti a una pizza ed una birra, chiaccherando con Pietro, scopro che dopo il suo infortunio, non era più stato in Piazza S. Marco e che quel passaggio nel salotto della città lagunare l'ha particolarmente emozionato.
Quando è destino, è destino.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Ottobre 2011 20:53 |
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